Big Pharma. Il lupo che sorveglia il pollaio

 

Una domanda che noi professionisti della psicoterapia ci poniamo spesso durante le sedute con i nostri pazienti è: il paziente è sovramedicalizzato?

 

In moltissimi casi, i trattamenti psicofarmacologici prescritti dagli psichiatri sono pienamente giustificati. In altre occasioni, invece, riducendo il dosaggio farmacologico si osservano miglioramenti significativi.

 

Tra colleghi non è raro discutere dell’enorme influenza delle Big Pharma nell’aumento del consumo di psicofarmaci. A questo punto è legittimo chiedersi: non è forse il lupo a custodire il pollaio?

 

In Spagna la vendita di antidepressivi è aumentata del 300%, secondo i dati dell’Agenzia Spagnola dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari (AEMPS) (fonte: El Mundo, 15/01/2015). Nello stesso periodo, diversi psichiatri hanno lanciato l’allarme sull’aumento delle prescrizioni da parte di medici di base, pediatri e psichiatri generici (fonte: El Periódico, 11/05/2015).

 

Ci troviamo di fronte a una paradossale contraddizione:
se consumiamo sempre più psicofarmaci, perché vengono diagnosticate sempre più malattie mentali?
Se il rimedio funzionasse davvero, l’incidenza dei disturbi mentali dovrebbe diminuire.

 

La chiave sembra risiedere nell’uso eccessivo e prolungato della farmacoterapia. Quando i psicofarmaci vengono assunti per lunghi periodi, il cervello si adatta ad essi. Quando il farmaco viene sospeso, il cervello — ormai abituato — può andare incontro a uno squilibrio, sfruttando la propria plasticità in modo disfunzionale. Plasticità e assuefazione sono concetti centrali per comprendere questo fenomeno.

 

«Nulla è veleno, tutto è veleno: è la dose che fa il veleno».

Paracelso, alchimista, XV secolo.

 

Trattamento integrale (psicoterapia, famiglia e fattori psicosociali)

 

Ribadisco l’importanza di considerare i disturbi mentali attraverso un approccio integrale. Dobbiamo prenderci cura di tutte le “gambe della sedia” che sostengono la salute mentale del paziente:

 

  • psicofarmacologia,

  • psicoterapia,

  • coinvolgimento della famiglia (quando possibile),

  • attenzione ai fattori sociali che incidono sul disagio psicologico (disoccupazione, povertà, precarietà, isolamento).

 

Solo il 17% delle prescrizioni di ansiolitici in Spagna proviene da psichiatri (fonte: El País, 18/01/2016). Sempre più professionisti della salute mentale sottolineano l’importanza di un modello integrato e personalizzato.

 

La domanda resta aperta: la nostra società è davvero sovramedicalizzata?

 

Per ricevere supporto psicologico e valutare un percorso terapeutico personalizzato, puoi rivolgerti a un Psicologo Italiano Barcellona