
Che cos’è la psicoterapia cognitivo-comportamentale? È innegabile che, durante la nostra vita, possano verificarsi eventi negativi. Tuttavia, quando il nostro stato mentale non è ottimale, tendiamo a interpretarli in modo distorto, cosa che spesso rende ancora più difficile affrontarli.
Per fortuna esistono modalità efficaci per superare queste difficoltà: una di queste è proprio la psicoterapia cognitivo-comportamentale (TCC). In questo articolo spiegheremo che cos’è, come funziona e come si è evoluta dando origine a diversi tipi di intervento psicologico.
Che cos’è la psicoterapia cognitivo-comportamentale?
La psicoterapia cognitivo-comportamentale (TCC) è una delle forme di terapia psicologica più conosciute e utilizzate al mondo. Si distingue per il suo approccio pratico, orientato agli obiettivi e alla risoluzione dei problemi, spesso in un periodo relativamente breve rispetto ad altri modelli di trattamento.
L’obiettivo principale è modificare i pensieri e i comportamenti maladattivi che alimentano i disturbi psicologici o le difficoltà della persona, migliorando il suo stato emotivo e la qualità dell’interazione con l’ambiente.
È importante sottolineare che non è necessario soffrire di un disturbo psicologico per beneficiare della TCC:
problemi di coppia,
difficoltà nel sonno,
stress lavorativo o accademico,
abuso di sostanze,
sono solo alcuni esempi di ambiti in cui la TCC risulta estremamente efficace.
Funzioni e vantaggi della psicoterapia cognitivo-comportamentale
La TCC si basa sull’idea che i pensieri influenzano le emozioni e i comportamenti. Per questo, durante la terapia si analizzano:
idee,
convinzioni,
immagini mentali,
schemi di pensiero,
e si osserva come questi influenzino le reazioni emotive e comportamentali.
I principali vantaggi della TCC:
Breve durata: se paziente e terapeuta collaborano con continuità, i miglioramenti possono comparire rapidamente.
Strumenti utili per tutta la vita: la persona impara tecniche e strategie che potrà utilizzare in futuro in autonomia.
Chiarezza e struttura: paziente e terapeuta lavorano insieme passo dopo passo su obiettivi concreti.
La TCC nasce come integrazione tra terapia cognitiva e terapia comportamentale:
la prima si concentra sui significati attribuiti agli eventi e sui pensieri automatici,
la seconda sulla relazione tra comportamenti, situazioni problematiche e risposte emotive.
Un po’ di storia

Le origini della TCC risalgono agli anni Sessanta grazie al lavoro del celebre psichiatra Aaron Beck.
Durante le sue sedute, Beck osservò che i pazienti mantenevano un intenso dialogo interno, ma solo una piccola parte di esso veniva espressa. Questo monologo mentale tendeva ad aumentare nei momenti di forte preoccupazione o stress.
Pensieri automatici
Beck scoprì che il modo in cui interpretiamo ciò che ci accade dipende strettamente dai pensieri automatici, ovvero contenuti mentali spontanei, rapidi, carichi di significato emotivo.
I pazienti spesso non erano consapevoli di questi pensieri, ma erano proprio questi a determinare il loro stato emotivo. Identificarli e modificarli divenne un passaggio essenziale della terapia.
Nel tempo, alle tecniche cognitive si aggiunsero strategie comportamentali, dando vita all’attuale psicoterapia cognitivo-comportamentale, che oggi integra diverse varianti pur mantenendo come base l’interazione tra pensieri, emozioni e comportamento.
«Se avanziamo inciampando senza sapere dove andiamo o cosa facciamo, siamo condannati a ferire noi stessi e gli altri».
A. Beck
Alcuni tipi di psicoterapia cognitivo-comportamentale
Nel corso degli anni sono nate numerose declinazioni della TCC. Tra le principali troviamo:
1. Psicoterapia cognitivo-comportamentale breve
Si concentra sulla ricerca di soluzioni immediate ai problemi senza approfondire eccessivamente i processi psicologici profondi.
È utile quando la persona deve:
prendere decisioni rapide,
realizzare cambiamenti immediati,
affrontare problemi specifici e circoscritti.
Anche alcuni modelli psicodinamici offrono interventi brevi, come la psicoterapia psicodinamica breve e focale, che puoi trovare approfondita in un altro articolo della tua web.
2. Psicoterapia comportamentale emotiva-cognitiva
Originariamente sviluppata per i disturbi alimentari, oggi viene utilizzata anche per:
ansia,
depressione,
disturbo ossessivo-compulsivo,
difficoltà nella gestione della rabbia.
Questa terapia integra tecniche della TCC con elementi della terapia dialettico-comportamentale, con l’obiettivo di migliorare la tolleranza emotiva e la comprensione delle proprie emozioni.
3. Addestramento all’inoculazione dello stress
Combina tecniche cognitive, comportamentali e strumenti della psicologia umanistica.
È particolarmente indicata per:
persone che hanno vissuto eventi altamente stressanti o traumatici,
chi fatica a gestire lo stress quotidiano,
chi presenta sintomi ansiosi legati a pressioni esterne.
Il suo scopo è aiutare la persona ad acquisire strategie di gestione dello stress in modo da ridurne l’impatto emotivo e fisiologico.
Se stai valutando un percorso psicologico o vuoi capire se la TCC può aiutarti in una difficoltà specifica, puoi rivolgerti a un Psicologo Italiano Barcellona, che potrà accompagnarti in un percorso personalizzato.