Ho avuto il piacere di vedere una versione ridotta di questo articolo pubblicata sulla rivista Mia. Di seguito trovi il testo completo.

 

 

Quando si parla di autostima, esiste una sola opinione davvero importante: quella che abbiamo di noi stessi. E anche questa, a volte, può essere messa in discussione, perché spesso siamo i nostri critici più severi.

 

«Una persona non può sentirsi a proprio agio senza la propria approvazione.»

Mark Twain

 

Nel corso della nostra vita possiamo attraversare momenti in cui dubitiamo di noi stessi, dei nostri valori, delle nostre capacità o del nostro aspetto. In questo articolo proponiamo 9 chiavi psicologiche per potenziare la nostra autostima.

 

Che cos’è l’autostima e come si forma?

 

L’autostima è il riflesso della valutazione soggettiva che facciamo di noi stessi e del valore che ci attribuiamo. Comprende le credenze del tipo “sono capace”, “valgo”, “sono una buona persona”, così como emozioni collegate al successo, al fallimento, all’orgoglio o alla vergogna.

 

Una autostima sana è un’opinione realistica e positiva su chi siamo. Tuttavia, in una società competitiva e molto focalizzata sull’immagine, mantenere un’autostima stabile può essere una vera sfida.

 

La buona notizia è che l’autostima è un sistema di credenze e, come tale, può essere appresa, modificata e rafforzata. I problemi di bassa autostima derivano spesso da abitudini mentali disfunzionali e da un dialogo interno negativo.

 

Imparando abilità comunicative più efficaci e prospettive di empowerment, è possibile sostituire gradualmente un’autostima fragile con una più solida.

 

 

Come posso potenziare la mia autostima? 9 chiavi fondamentali

 

1. Evitare le comparazioni

 

Uno dei modi più facili per sentirsi male è confrontarsi negativamente con gli altri: persone che percepiamo come più capaci, più attraenti o più di successo.

 

Queste comparazioni aumentano stress, frustrazione e, inevitabilmente, erodono l’autostima. Un terreno fertile per lo sviluppo di sintomi depressivi.

 

2. Evitare le generalizzazioni

 

Frasi come:

  • “Non valgo niente”,

  • “Non mi piace il mio corpo”,

sono generalizzazioni che non tengono conto delle nostre qualità reali. Un’analisi più onesta spesso rivela aspetti positivi che ignoriamo.

 

3. Essere specifici su ciò che ci fa stare male

 

Dire “non valgo niente” non aiuta. Dire invece:

  • “Fatico con la matematica”,
    rende il problema concreto e affrontabile.

 

La specificità impedisce che la bassa autostima contamini tutti gli aspetti della nostra identità.

 

4. Non siamo le nostre circostanze

 

È essenziale distinguere chi siamo da ciò che ci accade.

 

Un momento di difficoltà economica, di salute o di vita sociale non definisce il nostro valore come persone. Le circostanze cambiano: il nostro valore rimane.

 

5. Individuare i pensieri negativi automatici

 

La bassa autostima genera veri e propri schemi di pensiero automatici che compaiono senza che ce ne rendiamo conto. Per questo è fondamentale fermarsi e osservare il proprio dialogo interno.

 

Tecniche come la mindfulness aiutano a sviluppare il cosiddetto “Io osservatore”, che permette di riconoscere questi pensieri senza identificarci con essi.

 

Ad esempio, se guardandoci allo specchio pensiamo:

 

  • “Non mi piace quello che vedo”,
    possiamo fare una sorta di nota mentale:

  • “Ho appena avuto un pensiero negativo”.

 

L’obiettivo non è punirci, ma riconoscere ciò che accade per poterlo cambiare.

 

 

6. Rispondere ai pensieri negativi

 

Una volta identificati i pensieri negativi, il passo successivo è rispondere con assertività, sostituendoli con pensieri più realistici e incoraggianti.

 

Non è semplice all’inizio, ma si tratta di sviluppare un nuovo abitudine mentale attraverso ripetizione, perseveranza e consapevolezza.

 

7. Creare spazi positivi

 

Circondarci di persone che ci sostengono, che ci ricordano oggettivamente i nostri punti di forza e che ci offrono un feedback sano, può trasformare profondamente l’autostima.

 

Questo può avvenire:

 

  • con la famiglia,

  • gli amici,

  • un terapeuta,

  • gruppi di supporto,

  • associazioni o comunità.

 

8. Riconoscere gli abitudini negative che ci danneggiano

 

Tutti noi, a volte, adottiamo comportamenti che alimentano la bassa autostima:

 

  • sfogliare riviste con standard di bellezza irrealistici,

  • ruminare pensieri negativi,

  • ricadere in confronti tossici.

 

Identificarli è il primo passo per sostituirli con abitudini più sane.

 

9. Aiutare gli altri

 

Molte teorie psicologiche suggeriscono che aiutare gli altri, soprattutto chi è meno fortunato, aumenta il senso di utilità e riduce l’eccessiva auto-focalizzazione tipica della bassa autostima.

 

Questo non solo migliora il benessere personale, ma contribuisce a dare significato e direzione alla propria vita.

 

Se senti che la tua autostima è fragile o che il dialogo interno ti sabota, potresti trarre beneficio da un percorso psicologico personalizzato.

 

Puoi rivolgerti a un Psicologo Italiano Barcellona per ricevere supporto professionale in lingua italiana.